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Le Migliori Bici da Corsa del 2020


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Ecco le due migliori scelte in assoluto

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Guida alla Migliore Bici da Corsa

Sono tantissimi i ciclisti nel nostro paese così come nel resto del mondo e se avete sentito parlare di Bikenomics, saprete anche di quanto questo mezzo di trasporto rappresenti un’autentica risorsa. Ma se siete ciclisti saprete anche di appartenere a una categoria, almeno nel caso italiano, bistrattata. Ciò nonostante, anche se le condizioni non sono favorevoli, centinaia di migliaia di appassionati non si lasciano scoraggiare e salgono in sella della loro bici da corsa alla prima occasione.

Eh sì, perché i ciclisti mica sono soltanto quelli che praticano questo sport a livello agonistico? Provate a uscire di casa la domenica mattina, di buonora e sicuramente vi imbatterete in un gruppo di appassionati e chissà che non decidiate di unirvi anche voi a quel gruppo, magari potreste cominciare comprando una bici da corsa usata e vedere come va.

Come scegliere la Migliore Bici da Corsa

Molto utile per fare un scrematura tra i tanti modelli disponibili e le diverse offerte è chiedersi che uso si vuole fare della bicicletta da corsa o per meglio dire, a cosa vi serve? Per esempio, che distanza pensate di percorrere? Uscite per una sgambata insieme agli amici o volete percorrere tantissimi chilometri.

Pensate di partecipare a qualche competizione sportiva, anche se amatoriale? Dedicarvi al cicloturismo o magari usare la bici per andare al lavoro? Rispondendo a queste domande avrete più chiaro verso quale modello orientarvi e che tipo di budget dovete disporre.

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Features
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PRO:
  • Manubrio con attacco a 4 punti in lega di alluminio
  • Cambio a 21 velocità
  • Bassa resistenza al vento del telaio
  • Sensibilità deragliatore anteriore posteriore
  • Disco protettivo in acciaio vicino pignone anteriore
CONTRO:
  • Peso elevato

2. Il telaio

Il telaio della bici da corsa è la parte più importante, ma probabilmente questo lo avrete intuito. Per quale motivo il telaio ricopre tanta importanza? Innanzitutto perché determina la posizione di guida e se fate tantissimi chilometri, diventa una questione cruciale. Il telaio, poi, è ciò che regge tutti gli altri componenti della bicicletta, ecco perché dovete prestare la necessaria attenzione nella scelta.

Una raccomandazione, non focalizzatevi troppo sulle bici di chi compete a certi livelli perché quelle sono realizzate su misura secondo specifiche caratteristiche volte a soddisfare tutte le esigenze del ciclista e favorire le performance in gara.

Il telaio deve avere le dimensioni adatte al ciclista, le misure delle bici da corsa un tempo erano indicate in centimetri, oggigiorno si adotta un altro sistema che ricorda quello impiegato per l’abbigliamento, quindi abbiamo: XS, S, M, L, XL, XXL. Molti produttori mettono a disposizione delle tabelle che evidenziano il rapporto tra la taglia e i centimetri ma si tratta di valori indicativi e se è vero che i ciclisti semi pro e professionisti si rivolgono ai biomeccanici per avere un telaio adatto alla loro statura e struttura fisica, tutti gli altri dovrebbero quantomeno salire in sella alla bici per sapere se effettivamente va bene per loro.

Per valutare con attenzione il telaio e la sua adattabilità al ciclista (perché non deve mai essere il contrario, ovvero, non è il ciclista che deve adattarsi al telaio) ci sono almeno tre criteri di cui tenere conto:

    • La flessibilità del ciclista
    • Stack & Reach
    • Lunghezza del tubo verticale

La flessibilità, unitamente all’altezza e alle proporzioni tra busto e cavallo sono importantissimi per valutare il telaio. Per esempio un ciclista con scarsa flessibilità non potrà montare in sella a una bicicletta con telaio corsaiolo poiché più lungo in orizzontale e basso al livello del manubrio. Attacco del manubrio, il manubrio stesso e il fuorisella devono essere ben posizionati e coerenti con l’altezza e le proporzioni  tra il busto e il cavallo.

Il secondo criterio importante è lo Stack & Reach. Di cosa parliamo? Sono due caratteristiche che indicano l’altezza tra il movimento centrale, il manubrio e la distanza che intercorre tra il centro del tubo sterzo rispetto al reach ossia, il movimento centrale. Minore è la flessibilità del ciclista e maggiore deve essere lo stack mentre il reach deve essere minore. Questo per quale motivo? Perché altrimenti si ha un numero alto spessore sulla serie sterzo e un attacco manubrio eccessivamente corto.

Una lunghezza adeguata del tubo verticale consente di non avere un fuorisella eccessivo o insufficiente a seconda dei casi. Un altro discorso va fatto sulle tipologie di telaio che sono: da salita, aereo e endurance. Andiamoli a vedere uno per uno così da capire in cosa si differenziano ma soprattutto perché sceglierne uno piuttosto che un altro.

Le cosiddette biciclette con telaio da salita sono quelle più usate poiché vanno bene sia per la classica uscita con gli amici durante il weekend sia per granfondo o per gare su circuito. Il telaio da salita è leggero, reattivo e scattante. Come probabilmente suggerisce il nome, il telaio Aereo è efficacemente aerodinamico; rispetto al telaio salita, quello Aereo è più pesante ma presenta il vantaggio di essere molto reattivo. Una bici con tale telaio è adatta a chi cerca innanzitutto la velocità. Il telaio enduro ha la caratteristica di assorbire molto bene le sollecitazioni quindi soprattutto se si percorrono strade accidentate si gode di un maggiore comfort. Ecco, comfort, abbiamo detto o meglio, scritto la parola che ci introduce al prossimo paragrafo.

3. Prestazioni contro Comfort

ciclista in sella ad una bici da corsa in volata

Far coincidere performance e comodità non è cosa semplice, diciamo che il ciclista deve scegliere tra una delle due. Fondamentalmente la bicicletta deve tradurre lo sforzo del ciclista in velocità e ciò implica che il corpo assuma una posizione adeguata allo scopo. Se per esempio dovete fare una gara a cronometro il corpo deve stare in una posizione che permette di dare la massima spinta possibile sui pedali della bici da corsa e potete scommetterci che una postura del genere è tutt’altro che comoda in quanto la schiena è parecchio arcuata in avanti mentre le braccia sono più in giù rispetto alle natiche, il sellino si trova in verticale rispetto alla posizione del movimento centrale.

Da quanto appena detto cosa possiamo dedurre? Che la capacità di spinta del ciclista è favorita da un maggiore angolo d’inclinazione del tubo piantone rispetto al suolo. Ciò, però, comporta una scarsa comodità di guida. Al contrario, minore è l’angolo d’inclinazione maggiore è il confort di guida con conseguenze negative per la spinta.

Ancora, la differenza tra performance e comodità passa per il carro posteriore, ovvero, il triangolo formato dal tubo piantone, i foderi verticali e quelli orizzontali. La lunghezza del carro posteriore determina la reattività della bicicletta alla pedalata: minore è la lunghezza del carro e maggiore è la reattività ma saranno anche meno assorbite vibrazioni e scossoni.

Infine c’è da considerare l’angolo del tubo dello sterzo in relazione all’inclinazione della forcella: più l’angolo è verticale maggiore è la reattività in curva. L’altra faccia della medaglia sono un minor assorbimento delle vibrazioni che interessano spalle e braccia del ciclista.

Alternativa
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Agilità
7.5
Silenziosità cambio
8
Materiali
8
Comodità sella
7.5
Features
8
PRO:
  • Regolazione agile della seduta
  • Telaio con sezione aerodinamica
  • Freni a disco anteriore e posteriore
  • Cambio 21 velocità
  • Ruote a razze leggere
  • Sellino in foam
CONTRO:
  • Cambio distante da zona freni

4. I materiali

Aspetto tutt’altro che secondario sono i materiali. Tempo fa c’era ben poco da scegliere, le bici da corsa Bianchi così come quella di altri importanti produttori erano in acciaio, resistenti quanto volete ma di certo non il massimo per chi voleva andare veloce e affrontare salite impegnative a causa del loro peso. Per i modelli più economici si continua a preferire l’acciaio ma le attenzioni dei ciclisti si sono concentrate sui telai in carbonio e in lega di alluminio in quanto più leggeri e performanti, anche se il massimo è rappresentato dal titanio che è usato per realizzare i modelli top gamma.

La lega di alluminio non è uguale per tutti i costruttori in quanto non utilizzano la medesima formula. I pregi della lega di alluminio sono il poco peso unito a una buona resistenza. C’è da aggiungere anche che un siffatto telaio è molto rigido, caratteristica che favorisce la reattività e le prestazioni. Di contro il ciclista avverte tutte le vibrazioni dovute all’attrito dei copertoni della bici da corsa a contatto con il suolo. Per ovviare almeno in parte a questo problema, esistono modelli con le forcelle in carbonio, costano qualcosa in più ma secondo noi ne vale la pena.

E veniamo, appunto, ai telai in carbonio o per essere più precisi, in fibra di carbonio, un materiale che come abbiamo anticipato un attimo fa è più costoso e ciò chiaramente influisce sul prezzo finale della bicicletta. Il telaio in carbonio può essere “fasciato” o “monoscocca”. Nel primo caso i tubi vengono fasciati e successivamente incollati, mentre nel secondo caso la realizzazione del telaio avviene per mezzo di uno stampo.

Quali vantaggi comporta la fibra di carbonio? Che a seconda delle esigenze permette di trasmettere rigidità o flessibilità al telaio in punti precisi. In sostanza si possono ottenere telai reattivi e al tempo stesso abili ad assorbire le vibrazioni. Non è finita, in questo modo si risparmia materiale in quei punti dove può bastare minore quantità, cosa che va a vantaggio del peso.

C’è da dire, un po’ come visto per la lega di alluminio, che il carbonio non è tutto identico. Come probabilmente saprete, le fibre di carbonio vengono intrecciate per creare un cosiddetto filato; ci sono diversi tipi di filato che sono distinti con un indicatore qualitativo, in particolare un numero seguito dalla lettera K. Questo indicatore ci dà informazioni circa la densità degli intrecci e di conseguenza della robustezza.

In pratica il numero di filamenti per filato è indicato 1k, 6k, 12k e così via, ossia 1000 filamenti, 6000 filamenti, 12000 filamenti ecc. Minore è il numero che precede la k e migliore è la qualità della fibra perché si tratta di tessuti di fibra più leggeri. Come potete immaginare, ciò incide sul prezzo.

Qualità-prezzo
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Agilità
7.5
Silenziosità cambio
8
Materiali
8
Comodità sella
8.5
Features
8
PRO:
  • Telaio in acciaio e carbonio
  • Freni a disco anteriore posteriore
  • Aerodinamica efficace
  • Catarifrangente sottosella
  • Resistenza a peso di 150 chilogrammi
CONTRO:
  • Peso elevato

5. Il manubrio, l’attacco, il reggisella e la sella

Il manubrio della bici da corsa non va scelto a caso, sul mercato se ne trovano di diversi tipi e in questo caso ci si può far guidare dai gusti personali, ciò che realmente conta è la larghezza che deve essere compatibile con quella delle spalle del ciclista.

L’attacco fa da collegamento tra il manubrio e il tubo dello sterzo. Nel caso specifico delle biciclette da corsa l’attacco è angolato a 6° ed ha una lunghezza compresa tra 80 e 130 millimetri. Parliamo di una distanza di 5 cm che detta così può sembrare una sciocchezza, qualcosa di trascurabile ma invece determina la perfezione nel caso di un telaio troppo lungo o corto per il corpo del ciclista. Per capire se l’attacco è giusto c’è un solo modo: bisogna montare in sella e afferrare il manubrio nella parte bassa, quindi si osserva la parte orizzontale del manubrio e se non riuscite scorgere il mozzo anteriore allora l’attacco va bene, in caso contrario ne serve uno più lungo o più corto a seconda dei casi.

Nella ricerca della migliore posizione possibile un ruolo importante lo gioca anche il reggisella, basti pensare che dalla sua estensione dipende la perfetta altezza da terra senza dimenticare che ha il seatback che serve a correggere l’angolo di inclinazione della sella nonché regolare la sua distanza dal manubrio al fine di conseguire una posizione più o meno eretta quando si pedala.

Siamo finalmente giunti alle selle per bici da corsa. Per un ciclista trovare la sella giusta non è compito che riesce al primo colpo e potrete immaginare l’importanza del ruolo che ricopre, soprattutto se si pedala per ore. In generale potremmo dire che la sella dovrebbe essere lunga e stretta ma c’è da aggiungere che la sua larghezza dipende dalla distanza che intercorre tra le ossa ischiatiche oltre che dall’avanzamento della schiena quando si pedala in quanto più ci si china sul manubrio e minore è lo spazio di appoggio che serve. Una sella da corsa prevede un rivestimento essenziale in quanto la leggerezza deve prevalere su esigenze quali, ad esempio, lo smorzamento delle vibrazioni.

6. Il gruppo

gruppo di ciclisti professionisti durante una gara, focus sulle ruote

Quando si parla di gruppo riferito alla bicicletta si intendono tutti quei componenti relativi alla trasmissione e all’impianto frenante, quindi cambio, deragliatore, pacco pignoni, catena, freni, guarnitura e movimento centrale. Qual è il gruppo giusto per il ciclista? Dipende se siete ciclisti che “passeggiano” o se competono.

Spieghiamoci con un esempio, se decidete di passare a un rapporto più leggero e la catena non è reattiva nel salire, certamente perderete alcuni metri rispetto a chi vi precede ma se quella che state facendo è una piacevole sgambata con gli amici, la cosa non vi tocca. Ben diverso è il discorso se una cosa del genere capita nel bel mezzo di una volata. Ora, la questione non è tanto montare sulla bici il gruppo Campagnolo, Shimano o magari SRAM (giusto per citare i marchi che si contengono il mercato e che bene o male si equivalgono) quanto scegliere dal loro catalogo un gruppo economico oppure top gamma e che ci crediate o  no, tra una bici che monta un gruppo della medesima marca di fascia bassa e uno di fascia alta possono esserci anche 2000 euro di differenza.

Per quale motivo? Per la qualità dei materiali, il titanio costa più della lega di alluminio ma anche del carbonio, ma anche per la leggerezza che è elemento cruciale per chi corre senza dimenticare l’affidabilità e la precisione che non può essere la stessa per un gruppo top gamma e uno economico.

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Materiali
9
Comodità sella
8.5
Features
8.5
PRO:
  • Peso complessivo basso
  • Telaio in carbonio
  • Manubrio ad alta sensibilità di sterzata
  • Cambio 22 velocità
  • Sella ergonomica
  • Porta borracce e porta oggetti
CONTRO:
  • Deragliatore rumoroso

7. Le ruote

L’ultimo paragrafo del nostro articolo è dedicato alle ruote della bici da corsa senza le quali non si potrebbe andare da nessuna parte. Quando si parla di ruote bisogna tener presente che questa si compone di tre elementi che sono il mozzo, il cerchio e i raggi. L’elemento più pesante della ruota è senza dubbio il mozzo che ha la funzione di ridurre l’attrito in modo tale che non si sottragga velocità alla pedalata.

Il mozzo è tenuto alla necessaria distanza dal cerchio grazie ai raggi in modo tale che la ruota sia centrata e assorba le vibrazioni. Più sono i raggi e maggiori garanzie di solidità della ruota ci sono. Di contro più raggi significa anche più peso. La ruota anteriore può avere dai 20 ai 36 raggi mentre la posteriore ne ha di più in quanto è lì che si concentra il maggior peso del ciclista.

Quanto al cerchio, questo è realizzato in lega di alluminio o carbonio e si distinguono in basso, medio e alto profilo. Se dovete affrontare un percorso lungo, magari caratterizzato da dislivelli, conviene usare ruote a basso profilo. Se invece volete puntare tutto sulla velocità, allora bisogna affidarsi alle ruote ad alto profilo, sono molto rigide e rappresentano la soluzione ideale in pianura. Le ruote a medio profilo sono una via di mezzo tra i due tipi sopra citati.

Quali sono Le Migliori Bici da Corsa del 2020?

La tabella delle Migliori Bici da Corsa selezionate da Tuttomigliore.it

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