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I Migliori Piani Cottura del 2020


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Ecco le due migliori scelte in assoluto

L'80% dei visitatori approfitta di queste occasioni
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Guida al Migliore Piano Cottura

È uno degli oggetti più “monolitici” della cucina e si tratta del piano cottura. Perché è giusto utilizzare la parola “monolitico”? Perché è, effettivamente, quella parte della cucina che, in tanti anni, ha subito ben poche modifiche.

Il design, in molti casi, è cambiato e si è aggiornato, ma la grande maggioranza dei piani cottura sono rimasti molto simili nel tempo. L’immagine che abbiamo del classico “fornello” è quella di un piano caratterizzato da una o due griglie che coprono i “fuochi”.

generico e tradizionale piano cottura a gas con cinque fuochi

Con questa guida andiamo a conoscere meglio aspetti tecnici e pratici del piano cottura, per capirne meglio il funzionamento, la qualità dei consumi e le caratteristiche. Proprio analizzando questi aspetti, abbiamo deciso di studiare meglio le diverse tipologie di piani cottura.

Quante tipologie di piani cottura conosciamo? A seconda della tecnologia utilizzata possiamo parlare di piani di cottura a gas, piani di cottura a induzione e piani di cottura elettrici. Quelli più conosciuti sono sicuramente i piani di cottura a gas, ma grande notorietà stanno acquistando anche le altre due tipologie.

La guida ti permetterà di conoscere meglio questa tecnologia ed essere in grado di scegliere il miglior prodotto sul mercato. Oltre la distinzione delle diverse tecnologie, parleremo anche di consumi, del funzionamento e dei prezzi a riguardo.

Il Migliore
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Consumi
7.5
Potenza
8.5
Comandi
8.5
Materiale
8
PRO:
  • 5 bruciatori a gas
  • Ugelli sostitutivi per impianto GPL
  • Bruciatore wok da 3500 kW
  • Potenza nominale da 10400 kW
  • Comandi frontali
  • Design in vetro temperato
CONTRO:
  • Griglie bruciatori piuttosto pesanti
  • Bruciatore ausiliario poco prestante

1. Tipologie

Abbiamo già spiegato come la grande maggioranza degli utenti preferisca orientarsi su un piano di cottura a gas. Questo perché esistono semplificazioni tecnologiche che consentono una più facile installazione e un utilizzo più regolare.

Ha senso, tuttavia, chiarire anche il funzionamento degli altri due sistemi per la realizzazione di piani di cottura: quello a induzione e quello elettrico. Soprattutto quest’ultimo può avere un ruolo importante in un mondo sempre più orientato al consumo di fonti di energia rinnovabile.

Analizziamo ogni singola tipologia studiandone pregi e difetti e cercando di spiegarne il funzionamento e i ragionamenti su consumi e potenza.

1.1 PIANO COTTURA A GAS

Il più conosciuto tra i migliori piani cottura è sicuramente quello a gas, perché è quello più vicino alla nostra scelta. L’aspetto di un piano di cottura con gas è contraddistinto dalla presenza di un determinato numero di “fuochi”.

Questi non sono altro che le piastre circolari dai quali viene emessa la fiamma che provvede alla cottura. Questa fiamma è alimentata, appunto, a gas e viene accesa tramite un circuito elettrico che termina con candelette dalle quali ha origine la scintilla. Questa, a contatto con il gas in uscita dagli sfoghi presenti nelle piastre, fa scattare l’accensione della fiamma.

1.2 PIANO COTTURA A INDUZIONE

Il piano cottura induzione ha numeri in aumento negli ultimi anni e può essere considerato come una delle alternative “green” al piano a gas. Questo perché funziona tramite l’utilizzo di corrente elettrica.

Una bobina a induzione e un nucleo di ferrite contribuiscono a creare un campo magnetico che alimenta il riscaldamento della base della pentola su una piastra. In realtà, non si scalda il fondo della pentola a contatto con una fonte di calore. Con il piano a induzione si trasferisce il calore alla pentola stessa che cuoce le pietanze in maniera più uniforme.

Per quanto riguarda i consumi siamo più o meno allo stesso livello di un piano cottura a gas, anzi, forse i costi in bolletta per kWh potrebbero anche aumentare. La grande differenza la fa il tempo di cottura. Con questo sistema i tempi di cottura si riducono drasticamente considerato che una bollitura può impiegare anche il 40% di tempo in meno.

1.3 PIANO COTTURA ELETTRICO

Questo tipo di piano di cottura può essere sfruttato utilizzando 3 differenti tecnologie. La prima è quella a resistenza elettrica, la seconda con piastre alogene e la terza con piano di cottura ibrido. Andiamo a vedere le singole tecnologie e come queste funzionano.

  • Piano di cottura a resistenza elettrica:

    È il sistema più classico tramite l’utilizzo di energia elettrica che va a riscaldare le piastre presenti sul piano. Questo trasferimento di calore avviene tramite il riscaldamento di resistenze poste sotto le piastre. È un processo che richiede energia elettrica e si sviluppa in maniera più lenta rispetto ad altri sistemi. Il dispendio di energia, quindi, risulta molto maggiore. Ha due vantaggi relativi che sono quelli del prezzo di questo tipo di prodotti e la loro potenziale durata nel tempo. I consumi, tuttavia, possono essere piuttosto elevati.

  • Piano di cottura con piastre alogene:

    Prodotti caratterizzati da elevata resistenza nel tempo e consumi relativamente minori rispetto alla resistenza elettrica. Sono piani cottura piuttosto riconoscibili, perché di solito hanno una superficie in vetro ceramica. Sotto questa superficie sono disposte, a seconda del numero di fuochi, delle lampade alogene.

    Queste lampade alogene hanno la funzione di condurre calore alle piastre per la cottura. Hanno un’elevata efficienza, perché raggiungono la temperatura in maniera piuttosto veloce, ma soprattutto perché permettono di evitare dispersione del calore.

  • Piano di cottura ibrido:

    L’utile compromesso tra tecnologia elettrico/alogena e tecnologia a gas. Esistono piani che possono combinare tutte queste funzioni in un unico pezzo. In realtà non si tratta di una tendenza così recente, perché i piani cottura a gas con l’accompagnamento di una piastra elettrica esistono da tempo. Oggi abbiamo, tuttavia, un aggiornamento grazie all’inserimento della tecnologia a induzione e a quella alogena. Il motivo di questa particolare introduzione nel mondo dei piani cottura è pratico. Non tutte le pietanze, infatti, possono essere cotte in maniera efficace con una piastra alogena o una elettrica.

    Allora perché rinunciare all’una o all’altra tecnologia quando è possibile combinarle in un unico blocco? Ecco perché oggi si parla di piani cottura combinati, che possono utilizzare la tecnologia dei piani radianti o quella dei piani alogeni.

2. Consumi

focus su un fuoco acceso di un piano cottura a gas

Escludendo il piano di cottura a gas, viene da sé che i piani alternativi vengano alimentati a energia elettrica. Questo paragrafo ti fornirà una panoramica abbastanza oggettiva di quelli che sono i consumi dei diversi piani cottura presi in esame.

2.1 Consumi del piano cottura a gas:

Ogni dato relativo ai consumi va valutato in base alla variabile legata alla tipologia di gas utilizzato. Oggi ci si rifornisce soprattutto tramite gas diretto, ma altre soluzioni sono ancora molto utilizzate.

La prima di queste soluzioni è rappresentata dal classico serbatoio gas a GPL. Solitamente il prezzo di questo gas è valutato in metri cubi, lì dove in un metro cubo di GPL possono essere inclusi 3,8 litri circa di gas.

Esistono delle soglie particolari, valutabili in consumo medio annuo, che incidono, seppur in maniera lieve, sul prezzo. Generalmente il prezzo per metro cubo di GPL varia tra 0,36 e 0,38 €/m³.

Nel valutare il prezzo del gas metano si utilizza spesso la sigla Smc che sta per “standard metro cubo”. Al giorno d’oggi, il prezzo standard al metro cubo per il metano viaggia sui 0,15 €/m³.

Fin qui abbiamo ragionato sui consumi tenendo a mente soprattutto il prezzo della materia prima. Ma quanto consuma realmente un piano cottura a gas? La risposta a questa domanda servirà nel caso in cui si vorrà andare a valutare in maniera più approfondita la spesa relativa al consumo di un piano cottura. Conoscendo, soprattutto, quelle che sono le sue caratteristiche.

Il consumo di un piano cottura è definito in maniera incisiva dal numero di piastre presenti. Esistono piani cottura da 2 fuochi così come ne esistono da 6 fuochi. La vera differenza, tuttavia, la fa la dimensione stessa dei fuochi. Alcuni fuochi, soprattutto quelli considerati rapidi, sono costituiti da più corone con più fonti di emissione.

2.2 Consumi del piano cottura a induzione:

Come abbiamo sottolineato prima, il piano di cottura a induzione sfrutta la potenza del campo magnetico creato da una bobina per riscaldare le pentole. Questo piano sfrutta l’energia elettrica e questo è l’elemento che differenzia i consumi.

Un piano cottura induzione potrebbe richiedere una spesa annua, in termini di consumo di energia elettrica, elevata. Sicuramente più elevata rispetto alla spesa per il gas per quanto riguarda la spesa nominale relativa alle tariffe. Tuttavia, va considerato un elemento fondamentale in questo caso, cioè la maggiore dispersione del gas rispetto ai fornelli a induzione.

A fronte di un rendimento di circa il 90%, per quanto riguarda il piano a induzione ne avremo uno del 50% per il piano a gas.

Oltretutto va considerato un ulteriore fattore che è relativo alla possibilità di poter alimentare il piano con energia creata da fonti rinnovabili. Non bisogna dimenticare una caratteristica fondamentale di questo tipo di piano cottura: senza pentole in ferro, in grado di assorbire il riscaldamento del campo magnetico, non funzionerebbe.

2.3 Consumi del piano cottura elettrico:

Qui bisogna dividere le due tipologie di piano cottura analizzate prima, cioè quella a resistenza elettrica e quella alogena. Il piano a resistenza elettrica riscalda tutta la superficie di cottura, quindi si può avere una dispersione maggiore.

Il piano con piastre alogene, invece, ha consumi circoscritti alla superficie della piastra, quindi molto più efficienti in questo senso. Tutti e due i piani utilizzano pannelli in vetroceramica come superficie conducente. Questi riscaldano in maniera efficace e donano un aspetto elegante alla cucina.

Effettivamente possono risultare molto comodi per quanto riguarda i consumi relativamente all’utilizzo della piastra alogena. Quest’evoluzione migliora la resa anche se non risolve del tutto il problema della superficie in vetroceramica che trattiene gran parte del calore.

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Consumi
8
Potenza
7
Comandi
8
Materiale
7
PRO:
  • Prezzo economico
  • Prestazioni sufficienti
  • Potenza bruciatore rapido ottimale
  • Comandi sul piano
  • Regolazioni semplici da comprendere
  • Manopola con ottimo grip
CONTRO:
  • Bruciatori semi rapidi e di servizio piuttosto scarsi
  • Guarnizione inclusa di scarsa qualità

3. Potenza

vista completa di un piano cottura a induzione

La potenza del piano cottura è una delle più grandi differenze tra le tipologie stesse di prodotto. È ovvio come un piano di cottura a gas (non gestito da alcun impianto elettrico casalingo) sia in grado di esprimere una potenza nominale esponenzialmente più alta.

Per quanto riguarda il piano di cottura a induzione e il piano di cottura elettrico, invece, questa dipende direttamente dalla potenza che l’impianto elettrico può supportare. Questa specifica è indispensabile perché quando si parla di potenza si fa riferimento alla “potenza nominale”. Cioè quella potenza che si può arrivare a ottenere da un piano cottura con tutti i fuochi o piastre accesi.

La potenza nominale di un piano di cottura elettrico o a induzione non può andare oltre i 3 kW normalmente disponibili in una casa o in un appartamento. A riguardo del piano cottura che va a gas, invece, è possibile fare una valutazione differente e avere un rapporto diverso per i fuochi accesi a massima potenza.

3.1 POTENZA TERMICA DI UN FUOCO:

La presenza di piani cottura a 1 o più fuochi permette di valutare con più precisione la potenza nominale. Per ogni singolo fuoco, infatti, abbiamo una differente capacità termica. Quelli che definiamo piastre o bruciatori sono in grado di raggiungere un differente valore in watt. Ecco un quadro abbastanza preciso della potenza espressa dalla singola tipologia di bruciatore di un piano cottura:

  • bruciatori piccoli ► 1000 W
  • bruciatori medi ► 1500/2000 W
  • bruciatore grande singola corona ► 3000 W
  • bruciatore grande a 2 o più corone ► 3000/5000 W

Partendo da questi numeri si può avere un quadro più preciso per la potenza nominale di un piano cottura.

3.2 POTENZA NOMINALE DI UN PIANO COTTURA A GAS:

Valutare la potenza nominale di un piano cottura a gas significa sommare la potenza di tutti i fuochi, appunto, al massimo della loro potenza. Ecco che i valori espressi in W avranno un senso per capire quale può essere il consumo massimo di un piano cottura. Elenchiamo, di seguito, alcuni tra i più utilizzati piani cottura, senza concentrarci troppo su scelte atipiche per una casa (piani cottura a 2 o 3 fuochi):

  • 7000/8000 W, 4 fuochi solo corona singola
  • 8500/9000 W, 3 fuochi corona singola 1 doppia corona
  • 9000/12500 W, 4 fuochi corona singola 1 doppia corona
  • + 15000 W, 4 fuochi corona singola, 2 doppia corona

Tutti i consumi vanno rapportati all’utilizzo che si fa del piano, alla tipologia di pentole utilizzate, alla quantità di cibo consumato. Le variabili sono ampie, ma tutte comportano variazioni abbastanza trascurabili nel conto consumo finale. Ecco perché è giusto porre maggiore attenzione a specifiche oggettive, piuttosto che alla gestione dei consumi tramite soliti consigli.

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Consumi
7.5
Potenza
8.5
Comandi
8.5
Materiale
7.5
PRO:
  • Tecnologia SpeedBurner
  • Elevata efficienza energetica del piano
  • Comandi in posizione frontale
  • Set icone facile da interpretare
  • Griglie in ghisa
  • Elegante piano laccati
  • Potenza nominale elevata
CONTRO:
  • Superficie delicata agli urti

4. Prezzi

Come variano i prezzi dei piani cottura? Le informazioni accumulate in precedenza possono tornarci utili per capire come variano i prezzi di un prodotto con queste differenti tecnologie. È il caso di analizzare in primo luogo quelli che sono i prezzi per piano cottura a gas e analizzare successivamente i prezzi per le altre tipologie.

Nel farlo vanno considerate le differenze tra un modello e l’altro, soprattutto per quanto riguarda il numero di fuochi presenti e la presenza di features più o meno utili.

4.1 Prezzi dei piani cottura a gas:

Questo tipo di piano cottura può contare su modelli da 2 fino a 6 fuochi. Fondamentalmente la grande differenza di prezzo sta tutta lì e, in parte, nei materiali utilizzati per la superficie e nelle features disponibili.

  • 80/240 euro 2 fuochi
  • 220/380 euro 3 fuochi
  • 150/780 euro 4 fuochi
  • 150/820 euro 5 fuochi
  • 300/2100 euro 6 fuochi

Per ogni categoria, ovviamente, esistono delle particolari eccezioni e, a seconda del modello, è possibile rintracciare piani cottura a 2 fuochi con un prezzo superiore ai 1000 euro. Molti di questi prodotti, infatti, subiscono l’influenza di altre variabili per la valutazione finale.

4.2 Prezzi dei piani cottura a induzione:

Il ventaglio prezzi per piano cottura a induzione è caratterizzato da una variabilità dei costi più elevata. Ovviamente, il prezzo per un piano cottura di questo tipo viaggia su piani diversi.

  • 130/580 euro 2 zone
  • 220/840 euro 3 zone
  • 320/1100 euro 4 zone
  • 220/1600 euro 5 zone
  • 600/1600 euro 6 zone

Tecnologia più avanzata per prezzi mediamente più alti. Un fattore che ci può stare e che fa la differenza anche nella scelta. Il piano cottura a induzione ha un prezzo decretato anche dalla scelta dei materiali per la sua realizzazione.

4.3 Prezzi dei piani cottura elettrici:

In questo caso, a fare la grande differenza è la varietà dell’offerta che si divide in piani cottura elettrici a resistenza e piani cottura elettrici alogeni. Come abbiamo visto i due piani utilizzano tecnologie differenti, ma presentano una struttura simile. Tante volte è anche facile fare confusione proprio nella scelta.

Un piano cottura a resistenza elettrica con 4 zone e classe energetica A+ può costare anche meno di 180 euro. Si tratta di prezzi piuttosto bassi, ma di prodotti per i quali vanno sempre valutati i consumi.

Queste specifiche è possibile ritrovarle anche per quanto riguarda i piani di cottura alogeni che hanno caratteristiche simili a quelli a resistenza. La tecnologia utilizzata contribuisce a differenziare leggermente il prezzo, a cambiare i risultati per quanto riguarda i consumi. La spesa più economica per questo tipo di piano può partire dai 220 euro.

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Consumi
8
Potenza
7
Comandi
7.5
Materiali
8
PRO:
  • PowerBoost per incremento prestazioni
  • Piano elegante senza bordi
  • Comandi specifici facili da identificare
  • Piastra ausiliaria da 1400 kW
  • Ampio spazio cottura per più pentole
  • Dispersione calore molto contenuta
CONTRO:
  • Piano a 4 zone e non a 9, come indicato dall’azienda
  • Pulsante accensione singole piastre non facilmente comprensibile

5. Comandi

Ma com’è che si usa nella pratica un piano cottura? Tutte le differenti tipologie hanno lo stesso sistema per funzionare? Come vedremo in questo paragrafo, no. Tutto dipende da come sono sistemati e come si attivano i differenti comandi dei piani cottura.

focus sulle manopole di un piano cottura a gas

5.1 Comandi di un piano cottura a gas:

Partendo da quelli più classici dei piani cottura a gas, arriviamo fino all’ultima evoluzione con comandi touch di interpretazione non sempre semplice.

L’ultima evoluzione, in questo ambito, è l’utilizzo dei comandi frontali, cioè posizionati sul piano cottura. Questa evoluzione non ha riguardato solo la posizione, ma anche il sistema di funzionamento.

Partiamo, tuttavia, dal sistema più tradizionale, cioè quello con i comandi lontani rispetto al piano, sulla parte davanti. Questo tipo di comandi sono generalmente identici e sono caratterizzati dalla presenza di una ghiera che funziona sia da regolatore di potenza che da pulsante.

Il funzionamento è piuttosto semplice: prima si ruota la manopola (verso la tua sinistra) e, una volta scelta la potenza, questa si spinge per mettere in funziona lo scintillatore. Così è come funziona la manopola e il regolatore di un piano cottura a gas. I piani cottura elettrici o a induzione, se dotati di manopola, si accendono automaticamente. Cioè con la semplice rotazione della manopola.

Le manopole sono dotate di indicatori per la potenza, generalmente rappresentati da una fiamma e molto raramente da numeri. Appena sotto viene inserita una mappa che indica quale piastra si sta per mettere in azione. Questa è divisa in zone a seconda di quante sono le piastre.

focus sui comandi touch di un piano cottura a induzione in ceramica

5.1 Comandi di un piano cottura a induzione elettrico:

Un sistema che conosciamo tutti, ma che è stato aggiornato grazie all’arrivo delle piastre a induzione ed elettriche. Il sistema touch è spesso rappresentato da una serie di icone poste appena sotto le piastre, sulla superficie in vetroceramica. È una caratteristica di questo tipo di piastre ed è sufficiente impostarlo con un dito. Si clicca sul pulsante associato alla piastra che si vuole accendere. Sotto o sopra ci sono i pulsanti per aumentare e diminuire la potenza. Il grande vantaggio è che non sono influenzati dal calore della piastra.

Mentre in una normale piastra a gas, con i comandi vicino ai fuochi, è possibile andare incontro a piccoli incidenti domestici, con il piano a induzione o elettrico non accade. I comandi, infatti, sono completamente isolati rispetto alla fonte di calore che non ha dispersione.

Quali sono I Migliori Piani Cottura del 2020?

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