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I Migliori Subwoofer per Casa o Auto del 2021


  • Panoramica
  • Migliori Prezzi
  • Punteggi
  • Specifiche
  • Dimensioni
  • Peso
  • Tipo
  • Posizionamento
  • Diametro driver
  • Potenza RMS
  • Potenza di picco
  • Risposta in frequenza
  • Impedenza
  • Prese
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Ecco le due migliori scelte in assoluto

L'80% dei visitatori approfitta di queste occasioni

Guida al Miglior Subwoofer Casa o Auto

coppia di generici subwoofer auto o casa

Gli appassionati di musica e gli audiofili lo sanno, per ottenere un suono di qualità non ci si può affidare a un unico diffusore mono, ma, anzi, è meglio circondarsi del maggior numero possibile di speaker. In entrambi i casi per migliorare la percezione delle basse frequenze è consigliabile dotarsi di un altoparlante subwoofer, spesso chiamato semplicemente sub.

Se ci si sta domandando che cos’è e a cosa serve il subwoofer in casa e in auto, la risposta si può evincere dal suo nome, dove il prefisso “sub” serve a rimarcare la capacità di questa speciale cassa acustica di riprodurre lo spettro più basso nelle sonorità emesse. Proprio da ciò è facile intuire la differenza tra woofer e subwoofer, dove il primo può trasmettere frequenze medie e basse, mentre il secondo esclusivamente queste ultime.

In passato si trattava di un oggetto di nicchia adoperato per migliorare la resa sonora solo negli impianti di diffusione professionali di cinema, teatri, sale da concerto e di registrazione, oggi, invece, trova largo impiego pure all’interno delle mura domestiche, ad esempio in home theatre o soundbar con subwoofer, così come nell’abitacolo delle nostre automobili.

Sono tante le ragioni che spingono gli utenti più esperti a costruirsene uno da soli oppure ad acquistare kit da 2 subwoofer o da un solo elemento, specie se si è alle prime armi. In queste ultime eventualità è lecito chiedersi quale subwoofer comprare e prima di procedere con l’acquisto occorre valutare diversi aspetti pratici e tecnici, al fine di scegliere un prodotto adatto alle proprie esigenze e compatibile con spazi e dispositivi di cui si dispone.

1. Dimensioni e ambienti

Per quanto piacerebbe a tutti alzare il volume dello stereo al massimo senza percepire fastidiose distorsioni nel suono, specialmente sui bassi, non si può trascurare la grandezza dell’ambiente in cui si intende collocare il proprio impianto composto da casse più subwoofer. Non si tratta semplicemente di una questione di spazi, ma soprattutto di performance, poiché da ciò dipende il quantitativo d’aria spostabile e di conseguenza anche la potenza sprigionata e la qualità dell’audio uscente.

Infatti per far arrivare la musica in ogni angolo della stanza serve un modello dalle dimensioni adeguate. Le misure per cassa subwoofer possono andare da 20 x 20 x 20 cm nelle varianti da casa da posizionare sulla scrivania accanto al pc fino a 50 x 40 x 45 cm in quelle da mettere direttamente sul pavimento.

Il discorso cambia quando si ha a che fare con gli altoparlanti per auto, dove la grandezza si aggira sui 25 x 20 x 10 cm nei modelli da appoggiare sul cruscotto a 45 x 35 x 15 cm nei subwoofer auto sotto sedile a 75 x 40 x 40 cm nei cosiddetti free air da tenere fissi dentro al bagagliaio.

A far oscillare le dimensioni del subwoofer sono innanzitutto il numero di coni, che può essere di uno nelle versioni singole o superiore in quelle coassiali, e la loro misura. Il diametro dei driver per uso domestico varia da 10 a 80 cm o da 4 a 36 pollici, mentre nelle varianti per autovettura i formati usati sono 8, 10, 12 e 15 pollici. In generale un subwoofer 25 cm risulterà perfetto in locali sui 30 m2, mentre in sale più ampie è bene prediligere modelli dal maggior volume.

Tralasciando i fuoristrada e altri veicoli di grandi dimensioni, di solito l’abitacolo della macchina è uno spazio piuttosto ristretto, ragion per cui la scelta del prodotto giusto in auto è strettamente legata al genere musicale da noi ascoltato. Ad esempio, per il jazz e la classica è sufficiente un subwoofer compatto, invece per hip-hop, rap, dance e pop si avrà una resa migliore e più appagante con un sub dal maggior ingombro.

2. Materiali e peso

In quanto altoparlante specializzato nella riproduzione delle basse frequenze, questo prodotto racchiude al suo interno le medesime componenti di qualsiasi altra cassa acustica, ovvero una o più cupole coi rispettivi coni e driver. Tutti questi elementi sono ospitati dentro allo chassis, una particolare scatola vuota realizzata con specifiche tipologie di legno per subwoofer.  

  • OSB: Come suggerisce il suo acronimo, gli OSB sono pannelli di diverso spessore dotati di una certa flessibilità, in quanto composti da lamelle di legno di varia grandezza pressate e ben saldate tra loro;

  • MDF: Essendo basato sugli scarti della lavorazione del legno, un pannello a media intensità, per l’appunto MDF, anche se è meno spesso, garantisce ottime prestazioni e perciò viene adoperato nei migliori subwoofer.

La bontà dei materiali incide su diverse caratteristiche dei sub, tra cui resistenza e durata nel tempo, qualità del suono emesso e peso complessivo. In base alle dimensioni, quest’ultimo parametro può variare da appena 1 Kg nel subwoofer piatto per auto, mensole e scrivanie a ben 35 Kg nelle varianti più ingombranti da usare in casa o mettere nel bagagliaio della macchina.

In caso di pesi elevati non si dovrà temere per la propria schiena, poiché spesso ai lati vi sono maniglie o incavi integrati con cui facilitarne lo spostamento. A conferire la giusta stabilità, invece, possono esserci dei piedini montati alla base dall’ampia superficie d’appoggio o con delle rifiniture in gomma antiscivolo.

Qualità-prezzo
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L'ultimo aggiornamento di prezzo è stato: 28/01/2021 01:22
Potenza
9
Resa sonora
7
Versatilità
9
Ingombro
9
Design
8
Qualità-prezzo
10
PRO:
  • Forma e rivestimento si adattano al bagagliaio dell’auto
  • Ricca dotazione
  • Ingombro e peso ridotti
  • Può diventare una cassa chiusa aggiungendo la copertura
  • Raffreddamento agevolato dalla griglia superiore removibile
CONTRO:
  • Consente di collegare solo 2 altoparlanti
  • Sensibilità un po’ limitata

3. Design

fotografia di diversi subwoofer casa

Tra gli aspetti in grado di influenzare la resa sonora non si può trascurare il design di un subwoofer. Fondamentalmente è possibile fare una distinzione tra cassa:

  • Aperta: L’apertura sul davanti presente in alcuni modelli viene definita Bass Reflex e serve a convogliare l’aria in quella direzione per poi farla uscire da lì. Questo metodo di realizzazione degli altoparlanti fa sì che le onde sonore emesse verso la parte posteriore vengano indirizzate a quella frontale. In tal modo si limitano i consumi elettrici, perché si evita di disperdere inutilmente l’energia, e la riproduzione avviene a volume più alto, ma a scapito di una minore qualità audio. Il Bass Reflex non è l’unica tecnica riscontrabile nei subwoofer da casa e per auto, i quali possono avere un varco circolare persino sul retro o su uno dei lati. Talvolta un prodotto dal design aperto sul davanti può diventare chiuso semplicemente aggiungendo la copertura in tela fornita in dotazione;

  • Chiusa: Quando il diffusore non dispone di alcuna apertura si tratta di una cassa chiusa. Essa, pur essendo più soggetta a distorsioni nel suono e richiedendo un maggior consumo di energia elettrica, permette di godere di bassi corposi e definiti e risulta nel complesso più piccola rispetto a una variante aperta.

4. Tipi

illustrazione di due subwoofer, uno attivo e uno passivo

Presi dalla frenesia del momento, spesso quando si acquista per la prima volta un dispositivo del genere non si presta attenzione alle sue specifiche tecniche, specie per quanto concerne l’amplificazione. Per evitare problemi di incompatibilità in tal senso bisogna individuare il tipo più adatto alle proprie esigenze.

  • Attivo: Se integra un amplificatore, il diffusore è un subwoofer attivo. Dunque non servirà comprare ulteriori apparecchiature, ma, anzi, sarà già pronto all’uso in abbinamento a casse acustiche compatibili, ovvero anch’esse attive, e purché venga stabilito un collegamento alle medesime tramite un apposito cavo per subwoofer;

  • Passivo: Al contrario, un modello passivo non può funzionare senza appoggiarsi a un amplificatore esterno munito di un apposito output e ad altoparlanti passivi. Per alcuni questo aspetto potrebbe sembrare un limite, ma in realtà ne apprezzeranno i benefici soprattutto audiofili e appassionati di musica, i quali riusciranno a ottenere una resa ottimale. Degli esempi pratici di questa tipologia sono riscontrabili nelle soundbar e negli Home Theatre In a Box (HTIB), siano essi 2.1, 5.1 o 7.1, poiché in ogni caso nella loro dotazione originale è incluso un subwoofer passivo esterno.
Il Migliore
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da:Amazon.it
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Potenza
10
Resa sonora
9
Versatilità
10
Ingombro
8
Design
10
Qualità-prezzo
8
PRO:
  • Elevata potenza
  • Driver conico da 25 cm
  • Twisted Flare Port per migliorare le performance
  • Circuiti a doppio feedback e B.A.S.S. System
  • Doppio pannello di controllo
  • Auto-standby personalizzabile
  • Alta efficienza energetica
  • Stabile grazie agli ampi piedini d’appoggio
CONTRO:
  • Piuttosto pesante da spostare
  • Ha bisogno di un amplificatore esterno per funzionare

5. Compatibilità

Per riuscire a mettere in comunicazione la tv 4k, la soundbar o delle comuni casse con un subwoofer bisogna verificare che tutti gli elementi collegati siano compatibili tra loro. A tal scopo, prima dell’acquisto non solo occorre scegliere tra la tipologia attiva e passiva quella perfetta per le proprie finalità, ma è bene leggere attentamente le specifiche tecniche del modello di proprio interesse, guardando in particolare ad alcune proprietà.

  • Impedenza: Qualsiasi speaker sfrutta un trasduttore interno per convertire l’elettricità in suono. Durante il processo, la resistenza opposta dalla cassa subwoofer allo scorrimento della corrente viene quantificata dall’impedenza espressa in Ohm (Ω). In generale da una variante a 8 Ohm o dai valori più elevati ci si dovrà aspettare un audio pulito a volume basso, al contrario, invece, con un prodotto da 2 Ohm l’ascolto risulterà inevitabilmente poco nitido, ma con un maggior livello di emissione sonora. Per stabilire un collegamento corretto senza danneggiare i diffusori è fondamentale che la loro impedenza coincida con quella dichiarata sul subwoofer;
  • Prese e connessioni: Se non si sa come collegare un sub amplificato ad altri altoparlanti o un amplificatore e un subwoofer passivo a questi ultimi, il primo step da seguire consiste nel confrontare prese e connessioni in comune. In passato questa operazione era eseguibile esclusivamente con cavi dai connettori RCA o a banana, oggi, invece, esistono pure soluzioni senza fili, attuabili acquistando un kit wireless per subwoofer o una versione provvista dell’omonima connettività o di quella Bluetooth, tipo un ricevitore trasmettitore bluetooth. In questo modo si avranno certamente meno cablaggi in giro per casa, tuttavia riusciranno a comunicare tra loro solo i prodotti dello stesso marchio, poiché muniti della medesima tecnologia proprietaria. Inoltre potrebbero manifestarsi problemi di latenza con audio fuori sincrono rispetto al video che si sta guardando, se non addirittura suoni di scarsa qualità;
  • Mono o stereo: Non tutti sanno che esistono dei subwoofer mono da adoperare a casa o in auto in abbinamento a un unico altoparlante. Dotarsi di un simile dispositivo ottimizzerà di certo la distribuzione delle basse frequenze, tuttavia per un suono ricco e tridimensionale è meglio affidarsi a una versione stereo e a molteplici speaker.

6. Performance

Provare dal vivo un simile prodotto può essere un buon modo per capire quali siano le sue reali capacità e se esse sono all’altezza delle proprie aspettative. Qualora non fosse possibile recarsi in negozio, è sufficiente leggerne la scheda tecnica per avere le idee chiare su cosa ci dovremo aspettare. Tra le diciture più interessanti vi sono:

  • Potenza RMS: Affinché le onde sonore raggiungano ogni angolo della stanza, l’altoparlante deve necessariamente erogare una potenza costante misurata in Watt RMS. Conoscendo questa cifra si riuscirà a individuare il modello più adatto in base alla metratura dell’ambiente in cui si vuole far risuonare la propria musica. I subwoofer per auto, dovendo riempire lo spazio limitato dell’abitacolo, normalmente lavorano tra i 50 e i 500 Watt RMS, invece i prodotti per uso domestico possono arrivare addirittura a 1000 Watt RMS, specie quelli pensati per l’utilizzo in ampie sale;

  • Potenza di picco: Durante la riproduzione musicale la potenza sprigionata da questo genere di casse non si mantiene costante nel tempo, ma ogni tanto per pochi istanti raggiunge dei picchi persino di 2000 Watt RMS. Perciò quando si parla di potenza di picco si fa riferimento alla massima cifra ottenibile durante la sessione e per tale ragione in fase di scelta è consigliabile prestare più attenzione anzi alla potenza RMS;

  • Potenza massima: Si tratta del massimo assorbimento elettrico attuabile dall’apparato, il cui valore inciderà inevitabilmente sui consumi e sulla bolletta della luce;

  • Risposta in frequenza: Per avere una resa realistica e ricca di dettagli occorre affidarsi a un modello con potenza RMS e risposta in frequenza adeguate. Quest’ultima proprietà indica con 2 valori in Heartz (Hz) lo spettro delle sonorità riproducibili dallo speaker. Un range meno ampio è sinonimo di qualità, perciò non c’è da stupirsi se i subwoofer 16 Hz – 80 Hz, pur avendo un costo maggiore, assicurano una resa migliore rispetto alle versioni economiche o meno pregiate da 20 Hz – 200 Hz;

Sensibilità: La capacità di trasformare l’energia elettrica in un suono con un certo volume è quantificabile con la sensibilità espressa in decibel (dB) ed è legata alla potenza massima assorbita. Un prodotto molto sensibile non necessita di un’elevata potenza, mentre, al contrario, una versione dalla scarsa sensibilità ne avrà bisogno. Per quanto riguarda i valori riscontrabili, essi si aggirano dai 70 ai 115 dB nei subwoofer per casa e dai 60 ai 100 dB in qualsiasi sub auto attivo.

7. Dove posizionare

generico subwoofer auto da bagagliaio

Se si è al primo acquisto, è lecito chiedersi come collegare un subwoofer allo stereo di casa e soprattutto dove collocarlo. Ovviamente per avere meno cavi che attraversano la stanza da una parte all’altra sarà bene prediligere una posizione in prossimità della presa di corrente così come della tv, delle casse o dell’impianto a cui lo si intende abbinare. In generale è meglio evitare di metterlo vicino agli angoli, perché le onde sonore, propagandosi in ogni direzione, rimbalzerebbero sulle pareti, generando risultati imprevisti e vibrazioni talmente forti da essere poco gradevoli.

Tra le collocazioni più appropriate si può optare per sotto oppure accanto al televisore o al monitor del pc e, se possibile, esattamente a metà tra gli altoparlanti del sistema di diffusione, anche qualora essi fossero soltanto una coppia. Nel caso in cui si avessero da gestire 2 subwoofer si consiglia di metterli ai 2 lati opposti della stanza. Infatti, un aspetto da non trascurare è la nostra posizione rispetto a tutti gli speaker, i quali dovrebbero essere orientati verso di noi ed equamente distribuiti per farci percepire al meglio ogni dettaglio.

Chi ha in macchina un’autoradio con uscita subwoofer dovrà attuare il collegamento attraverso questa presa, qualora, invece, si sia di fronte a un subwoofer bluetooth, si dovrà eseguire il pairing per stabilire una prima connessione senza fili. Se non si ha la più pallida idea di come montare subwoofer in auto, basta guardare a peso, forma e dimensioni dello stesso, poiché solo i modelli più piccoli riusciranno a stare sul cruscotto, altrimenti ci si dovrà orientare verso subwoofer da sottosedile o versioni free air da inserire direttamente nel bagagliaio. Per evitare malfunzionamenti i più inesperti dovrebbero anzi rivolgersi a un installatore di fiducia specializzato in sistemi audio per l’autovettura.

8. Impostazioni

Quando si possiede una variante attiva si possono calibrare molte caratteristiche del suono, mentre con un modello passivo purtroppo non è possibile alcuna personalizzazione, poiché esso si limita a ritrasmette l’audio amplificato ed equalizzato con le configurazioni adottate sull’amplificatore a cui è collegato. I più esperti sanno bene che le impostazioni devono adattarsi al contenuto riprodotto, sia esso il dialogo di un film, la musica di un videogioco o una canzone. E allora in questi casi come regolare un subwoofer attivo? Semplicemente servendosi degli appositi pulsanti e manopole solitamente posizionati sul retro e talvolta sul frontalino si possono ritoccare:

  • Volume: Un classico presente persino nei subwoofer pc è il bilanciere del volume, talvolta contraddistinto dal nome Gain, per aumentare o diminuire il livello di emissione sonora in modo graduale;

  • Fase: In presenza di un interruttore, manopola o tasto con accanto la dicitura “Phase” si potrà intervenire sulla cosiddetta fase, ovvero sull’orientamento dei driver interni rispetto agli altoparlanti. Generalmente si può scegliere tra le opzioni 0° e 180° oppure tra Normal e Reverse. Impostando 0° o Normal, la membrana del sub si muoverà all’unisono con gli altri diffusori e dunque sarà in fase, mentre selezionando 180° o Reverse risulterà in contro fase, poiché lo spostamento avverrà nella direzione opposta. Si consiglia di ritoccare questa impostazione per correggere difetti nel suono dovuti alla conformazione dell’ambiente circostante o per ottimizzare la resa di particolari generi musicali;

  • Frequenza e crossover: Certi prodotti consentono di modificare la frequenza massima utilizzata premendo un tasto ad hoc per passare da un preset all’altro oppure ruotando una manopola fino a fermare il cursore sul valore più indicato ai propri scopi, di norma compreso tra 40 e 180 Hz. Una volta selezionato, l’altoparlante dovrà riprodurre solo la gamma sonora al di sotto della cifra impostata, mentre il resto dello spettro verrà delegato agli altri speaker collegati. Questo meccanismo è attuabile grazie a un circuito chiamato crossover, la cui regolazione può avvenire in maniera automatica o essere gestita manualmente dall’utente attraverso specifici controlli.
Alternativa
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L'ultimo aggiornamento di prezzo è stato: 28/01/2021 01:22
Potenza
7
Resa sonora
7
Versatilità
10
Ingombro
10
Design
7
Qualità-prezzo
10
PRO:
  • 2 modalità d’uso, Dynamic e Deep Bass
  • Sta facilmente sotto al sedile
  • Driver dal diametro di 20 cm
  • Molte impostazioni regolabili
  • Buon livello di emissione sonora
  • La dotazione comprende placchetta e viti per il montaggio
CONTRO:
  • Scocca interamente in plastica
  • Consumi elevati per via della classe energetica D
  • Poco potente

9. Tecnologie extra

Un audio cristallino e ben definito è il sogno di tutti gli audiofili, ma pure dei veri appassionati di musica. Per poter anche solo ambire a un simile traguardo il consiglio è quello di orientare la propria scelta verso i prodotti di fascia medio-alta dotati di tecnologie extra per la pulizia del suono

  • Equalizzatore parametrico: I migliori subwoofer passivi e attivi ospitano al loro interno un microfono progettato per catturare i rumori circostanti. Questo stratagemma permette all’altoparlante di rilevare eventuali ostacoli nelle vicinanze e di conoscere le caratteristiche dell’ambiente in cui si trova, nello specifico la metratura approssimativa. Con simili informazioni la cassa individua autonomamente le impostazioni più indicate, inclusa la risposta in frequenza, e all’occorrenza applica i filtri che ritiene necessari per una resa ottimale.
  • Filtri High-pass e Low-pass: Per ottenere bassi puri e privi di distorsioni si può ricorrere al filtro Low-pass o passa-basso, il quale elimina le alte frequenze dal segnale sonoro, al contrario, un filtro High-pass o passa-alto cancella le gamme più basse per esaltare gli alti. Questi filtri a volte possono essere applicati dall’utente, ma in certi subwoofer attivi molto spesso vengono impostati automaticamente.
Miglior prezzo
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L'ultimo aggiornamento di prezzo è stato: 28/01/2021 02:25
Potenza
9
Resa sonora
8
Versatilità
10
Ingombro
7
Design
9
Qualità-prezzo
10
PRO:
  • Linee sobrie e design retrò
  • 4 piedini gommati antiscivolo
  • Copertura in tela removibile dal frontalino
  • Driver di grandi dimensioni
  • Regolazioni per frequenza, fase, volume e spegnimento automatico
  • Si possono collegare fino a 4 altoparlanti
  • Compatibile con casse attive fino a 4 Ohm
CONTRO:
  • Ampio range di frequenze riproducibili
  • Bassi poco definiti
  • Manuale di istruzioni solo in inglese e tedesco

10. Fattori di scelta

Potenziare o quantomeno completare la catena del proprio impianto hi-fi con una cassa acustica subwoofer è un sogno alla portata di tutti, purché si abbia una vaga idea su come orientarsi in mezzo a tanti prodotti del genere.

Innanzitutto occorre analizzare con attenzione i dispositivi in proprio possesso, siano essi soundbar, home theatre, altoparlanti, televisori o altri sistemi di diffusione, verificando che abbiano dei valori di impedenza e potenza RMS uguali a quelli del subwoofer scelto così come prese o connessioni wireless compatibili per effettuare il collegamento, il tutto senza tralasciare la stereofonia, specie in presenza di più di 2 diffusori.

Bisogna poi valutare anche la tipologia, poiché le casse attive funzionano solo con un sub amplificato, mentre, viceversa, per amplificare delle versioni passive serve sempre un amplificatore esterno, dopodiché entrambi vanno abbinati a speaker del medesimo tipo. Perciò in fase di acquisto si dovranno ricercare esclusivamente prodotti dalla dicitura appropriata.

Al fine di assicurarsi la massima compatibilità non sempre serve scegliere un modello della stessa marca dei propri device, tuttavia ciò può facilitare parecchio la configurazione iniziale e in alcuni casi può essere l’unico modo per consentire una comunicazione senza fili tramite protocolli proprietari.

Un altro fattore da non trascurare è ovviamente il budget a propria disposizione. Fortunatamente in commercio ci sono prodotti per tutte le tasche, a cominciare dai subwoofer economici per piccole metrature dal costo inferiore ai 100 euro, fino alle varianti top di gamma da 700 euro realizzate con materiali pregiati e dall’elevata potenza RMS combinata alla possibilità di personalizzare il suono.

Per quanto riguarda i subwoofer auto, i prezzi vanno da appena 30 euro nelle versioni piatte e compatte a massimo 200 euro nelle più ingombranti e potenti free air da inserire nel bagagliaio. Ovviamente sia per la casa che per la macchina si possono trovare casse subwoofer in offerta e modelli di fascia media in grado di rappresentare il giusto compromesso tra costi e qualità dell’audio.

Una volta valutati tutti gli aspetti e studiato attentamente le specifiche tecniche di questi diffusori, sarà facile per chiunque individuare il miglior subwoofer capace di adattarsi alle proprie abitudini e necessità così come agli spazi disponibili e alle apparecchiature già acquistate in precedenza.

Quali sono I Migliori Subwoofer per Casa o Auto del 2021?

La tabella dei Migliori Subwoofer per Casa o Auto selezionati da Tuttomigliore.it

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