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I Migliori Pulsossimetri del 2020


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Ecco le due migliori scelte in assoluto

L'80% dei visitatori approfitta di queste occasioni
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Guida al Miglior Pulsossimetro

Tra gli strumenti più utili per monitorare particolari dettagli circa la salute delle persone, il pulsossimetro ha saputo scalare diverse posizioni in questo 2020.

La praticità di utilizzo e la ridotta invasività, ne fanno un dispositivo perfetto per monitorare il livello di emoglobina legata nel sangue, altrimenti detta saturazione. Un oggetto così piccolo non si ferma solo a questo: in moltissimi modelli si recuperano informazioni anche sulla frequenza cardiaca e l’intensità della pulsazione.

Negli anni si è visto come il pulsossimetro sia entrato sempre più nella vita di diverse persone, in ambiti che esulano dal contesto medico o dal monitoraggio di una patologia. Utile supporto nel controllo della pressione sanguigna e nell’ossigenazione del sangue in soggetti affetti da polmoniti e malattie respiratorie, il pulsossimetro si posiziona sulla punta della falange del dito, così da verificare i valori da tenere sotto controllo con un livello di invasività vicino allo zero. Consigliato per le persone anziane che presentano una qualche insufficienza respiratoria, lo ritroviamo in ambito sportivo al dito di chi si allena e vuole monitorare il livello di ossigenazione del sangue o la frequenza cardiaca sotto sforzo.

Nelle sezioni seguenti andremo a puntare il focus su gestione, prevenzione e monitoraggio di parametri diversificati a seconda del modello. Oltre a questo, ci concentreremo su fattori laterali da prendere in considerazione al momento dell’acquisto. L’obiettivo è restituire all’utente curioso e a quanti vogliono informarsi meglio, gli strumenti adatti per scegliere il miglior pulsossimetro attualmente in commercio. Prima di passare alla sezione successiva, ci teniamo a precisare che sotto il nome di pulsossimetro rientrano anche strumenti come l’ossimetro, il saturimetro e il pulsiossimetro. Diversi nomi che identificano il medesimo tipo di monitoraggio.

Come scegliere il Miglior Pulsossimetro

generico pulsossimetro

Quando ci avviciniamo a un nuovo prodotto, le nostre aspettative e gli interrogativi che ci assalgono necessitano di risposte chiare ed esaustive. A prima vista il pulsossimetro sembra un oggetto relativamente semplice da decifrare. In effetti esistono poche tipologie di pulsossimetro, con alcune variabili che preferisco alla punta della falange, una lettura dei dati in una posizione più comoda, simile a quella di un anello da indossare. Una scelta di design che si può spiegare con motivi di ordine pratico e che ha visto diversi utenti preferire nel tempo una versione rispetto all’altra. Esistono poi anche dei sistemi di lettura dei dati implementati direttamente dentro uno smartphone o in uno smartwatch.

In questa trattazione ci concentreremo sulla tipologia di tipo medicale, con lettura delle informazioni nella zona della falange o sul dito della mano.

Per quel che riguarda poi la tecnologia alla base di questi dispositivi, un grande aiuto arriva dalla luce, in particolare dai LED, considerati tra le scelte obbligate per il funzionamento di un pulsossimetro. Una volta indossato quanto e come si gestisce la lettura delle informazioni?

A questo capitolo abbiamo dedicato la sezione delle impostazioni. Qui si è voluto analizzare il tipo di gestione dei dati, andando a premiare un set ricco con cui raccogliere più informazioni possibili e con il massimo del dettaglio.

Dati, numeri e grafici devono essere ben visibili sul dispositivo, aspetto questo che evidenzia la centralità e la bontà dell’interfaccia presente sul pulsossimetro. Le ultime due voci di queste analisi prendono in esame i materiali utilizzati e gli accessori che possono ottimizzare l’uso del dispositivo. Una migliore indossabilità, così come la condivisione e l’archiviazione dei dati in una banca dati esterna o nella memoria interna del pulsossimetro, sono aspetti centrali, specie per chi ha bisogno di un monitoraggio costante e prolungato.

1. Tipologia

Chi si trova nella situazione di dover tenere sotto controllo costante diversi parametri come il livello di ossigenazione del sangue, la frequenza cardiaca e un grafico legato al battito, può trovare in un buon pulsossimetro la soluzione a questo problema.

Sul mercato si possono trovare principalmente due tipologie di questo utile apparecchio grazie a cui misurare quello che in gergo è chiamato SpO2. Con questa sigla si identifica il valore di Saturazione Emoglobinica Arteriosa.

Un valore che si colloca tra il 95% e il 100% risulta fisiologico di una situazione normale, mentre quando si passa dal 95% al 90% si parla di lieve ipossia mentre tutti i valori dal 90% in giù identificano una seria insufficienza nel livello di ossigenazione del sangue oppure uno stato clinico da monitorare se il paziente è affetto da serie patologie ai bronchi o ai polmoni.

Per monitorare la situazione si ricorre dunque al pulsossimetro, strumento dalle dimensioni contenute ma capace di monitorare con la giusta attenzione e livello di precisione questo valore. Collocabile sia sulla falange del dito, sia sul lobo dell’orecchio, in alcuni casi specifici presenta una variante da collocare sulla lingua, anche se in questa occasione si parla già di una strumentazione diagnostica più invasiva.

Riassumendo sono due dunque le possibili tipologie che vanno per la maggiore.

Il posizionamento sul dito e nella zona del lobo dell’orecchio, non comporta grandi difficoltà per il paziente, che può così procedere alla misurazione anche in modo autonomo. L’importante è ridurre il più possibile il movimento e scaldare leggermente le dita prima della misurazione. Per questi modelli il peso non supera mai i 100 g, fatta eccezione per i modelli più grandi. Per il resto, gli esemplari presenti ora sul mercato sono poco più grandi del dito su cui vanno a posizionarsi, con un indicatore grafico che mostra l’intensità sul display. Il modello che si posiziona invece sull’orecchio presenta la lettura dei dati su un display a parte, con cui è collegato attraverso un cavo di lunghezza variabile.

Alternativa
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Tipologia
9
Tecnologia
8
Impostazioni
7
Interfaccia
7.5
Accessori
7
PRO:
  • Pratico da indossare, si sistema sul dito e lì resta, senza perdere aderenza
  • Monitoraggio costante del livello di ossigenazione del sangue e della frequenza cardiaca
  • Collegamento intuitivo via WiFI E Bluetooth
  • Ampia autonomia della batteria fino a 16 ore
CONTRO:
  • Il prezzo di partenza potrebbe rappresentare un ostacolo per chi non vuole spendere troppo
  • Allarme sonoro e vibrazione migliorabili

2. Tecnologia

misurazione ossigeno tramite pulsossimetro

Ma come funziona realmente un pulsossimetro e quale la tecnologia che permette la lettura dei dati? Sono due gli elementi chiave, uno deputato all’analisi delle informazioni e alla loro trasmissione, l’altro invece che si occupa di visualizzare su display tutte le informazioni raccolte. Una sonda che emette un fascio luminoso costituisce il primo elemento di questo strumento. Racchiusa in una copertura che avvolge la falange del dito, emette una luce che attraversa il tessuto, passando attraverso l’unghia del paziente fino al polpastrello. Viene utilizzata una luce LED perché ha un costo di produzione più basso e possiede una lunghezza d’onda con uno spettro abbastanza ristretto, ideale per ottenere una misurazione accurata e vicina ai dati reali.

Come abbiamo accennato nel paragrafo precedente il valore che più interessa è quello relativo alla quantità di sangue ossigenato (SpO2) rispetto a quello totale.

Una specifica importante, visto che questi due elementi si differenziano anche per le diverse lunghezze d’onda possedute.

Il fascio di luce emesso passa attraverso il dito, una zona del corpo con una buona irrorazione sanguigna. Solitamente abbiamo due diodi posizionati nella parte superiore, con il compito di emettere due fasci luminosi a due diverse lunghezze d’onda, con uno spettro luminoso che a luce rossa (660 nm), e uno di tipo infrarosso (940 nm).

Al momento del passaggio nel tessuto, la luce viene assorbita dall’emoglobina presente nel sangue. Il sensore collocato sul polpastrello funziona da ricevente e misura la quantità di sangue legato con l’ossigeno.

Il principio fisico su cui funziona il pulsossimetro è quello dell’assorbanza e il calcolo delle informazioni raccolte dal sistema ricevente è la risultante dei valori raccolti proprio durante questo passaggio.

Lemoglobina legata all’ossigeno assorbe una quantità di luce vicina allo spettro dei raggi infrarossi, mentre l’emoglobina non legata assorbe una maggiore quantità nella sfera della luce rossa. L’unità di calcolo processa e confronta questi dati, e in base alla differenza tra questi due valori restituisce poi sul display una percentuale di riferimento.

3. Impostazioni

La gestione di un saturimetro non comporta particolari conoscenze tecniche. Ciò che conta è posizionare al meglio la sonda sul dito e rispettare le indicazioni d’uso presenti nel libretto di istruzioni. Alcune tipologie possono essere posizionate sul dito di una mano oppure anche su quello di un piede, l’importante è che lo spessore sia compreso tra  0,8 e 2,5 cm.

Una buona circolazione sanguigna è il prerequisito fondamentale per favorire una lettura adeguata dei valori di riferimento, per questo è consigliabile sempre massaggiare leggermente il dito prima di collocare la sonda. Per chi poi ha necessità di un controllo e una misurazione costante, è bene verificare che il modello scelto presenti un sistema di allarme o notifica sonora, qualora la percentuale di ossigenazione del sangue scenda sotto il livello di guardia.

Solitamente vengono utilizzate due batteria mini stilo AAA, che andrebbero rimosse una volta lasciato il dispositivo inutilizzato per più di 30 giorni. Una volta inserito il dito all’interno del pulsossimetro, la stragrande maggioranza dei modelli si accende in maniera automatica e inizia a processare le informazioni trasmesse dal sistema di ricezione.

Il paziente deve avere cura di inserire il dito in piano all’interno del pulsossimetro, con l’unghia rivolta verso l’alto. Se tutte queste operazioni sono state svolte correttamente, la sonda comincia a rilevare la pulsazione e a processare in modo autonomo i dati.

Quali sono le specifiche che verranno poi riportate sul display del pulsossimetro? Abbiamo la percentuale di ossigenazione espressa in centesimi, il numero delle pulsazioni al minuto e, nei modelli che lo prevedono, anche l’onda pletismografica, ovvero una rappresentazione visiva dell’andamento della pulsazione cardiaca.

Il Migliore
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Tipologia
9
Tecnologia
8
Impostazioni
7.5
Interfaccia
8
Accessori
8
PRO:
  • Ampio spettro di monitoraggio parametri: SP02, frequenza e indice perfusione
  • Display LCD ampio e a colori
  • Autonomia di 30 ore con due batterie alcaline
  • Sistema interno di filtri per la riduzione del disturbo di lettura
CONTRO:
  • Grandezza superiore alla media degli altri modelli di pulsossimetro
  • Indicatore di carica in esaurimento poco chiaro

4. Interfaccia

dottore durante misurazione della frequenza cardiaca tramite pulsossimetro con display

I pulsossimetri lavorano grazie a un sistema di calibrazione automatica interno, che rappresenta di fatto una comodità per l’utente a cui spetta solo il compito di indossare lo strumento e lasciare che possa svolgere al meglio le operazioni di monitoraggio e controllo.

Anche nel disegno dell’Interfaccia si è voluto puntare alla massima semplicità d’uso, azzerando praticamente la curva di apprendimento. Il pulsossimetro può essere utilizzato da persone di tutte le età, in grado di capirne il funzionamento e il sistema di collegamento sulla zona del corpo. È un oggetto dalle dimensioni ridotte e grazie alla miniaturizzazione dei componenti elettronici, tutti i dati raccolti in tempo reale vengono visualizzati in modo chiaro e leggibile su un display LED.

Posizionati su differenti righe possiamo trovare i valori di cui vogliamo tenere traccia.

Su una riga possiamo trovare la sigla %SPO2, che dopo qualche secondo di misurazione ci restituirà la percentuale di ossigenazione nel sangue presente nel nostro corpo.

In un soggetto fisiologicamente sano e che non presenta patologie di tipo cardiocircolatorio o respiratorio, il valore normale dovrebbe essere tra il 98% e il 95%. Quando si scende al di sotto del 95% si parla di ipossia.

L’ipossia è quella condizione che vede un ridotta quantità di ossigeno all’interno dell’organismo o in una sua parte specifica. Un range tra il 91% e il 94% identifica una lieve ipossia, valori tra l’86% e il 90% configurano una moderata ipossia mentre quando si scende all’85% e sotto questo numero siamo in presenza di una grave ipossia.

Solitamente accanto a questa sigla, o nella riga inferiore, troviamo invece riportato il dato PR bPm, ovvero la frequenza cardiaca in stato di riposo. Questo valore si misura solitamente nell’arco di un minuto e può essere visualizzato sempre sul display del pulsossimetro.

Il terzo elemento che compare sul display di alcuni modelli non è un numero, bensì un grafico. In gergo tecnico si tratta della curva pletismografica, una rappresentazione visiva dell’andamento della frequenza cardiaca, con punti o picchi ascendenti che si alternano a momenti discendenti.

Per ultimo, sul display viene visualizzato anche il livello di batteria restante, attraverso la simbologia a barre che tutti conosciamo o grazie a una segnalazione luminosa che appare quando il livello raggiunge la soglia di guardia.

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Tipologia
8
Tecnologia
8.5
Impostazioni
7.5
Interfaccia
8
Accessori
7
PRO:
  • Versatilità d’uso, con il sistema che legge da subito i dati
  • Materiali robusti e ben assemblati
  • Lettura della temperatura corporea e curva pletismografica
  • Ampio display orientabile in quattro direzioni
CONTRO:
  • Assente una custodia dove poter sistemare il pulsossimetro
  • Segnalazione sonora migliorabile

5. Accessori

Per quel che riguarda la presenza di supporti ed elementi extra presenti nel saturimetro, la questione dipende molto dal prodotto e dal produttore. Se è vero che da una parte alcuni brand offrono all’interno della confezione una borsetta morbida per il trasporto, altri invece preferiscono inserire un paio di batterie e il manuale d’uso.

Viste le dimensioni compatte e portatili dell’oggetto, un sistema di trasporto pratico può essere rappresentato da un borsello morbido o da un contenitore rigido dove sistemare il dispositivo a fine misurazione.

In altri modelli troviamo poi anche un laccetto, così da legare al collo il pulsossimetro per quei soggetti che devono averlo sempre a portata di mano. Altro accessorio interno al pulsossimetro è quello della segnalazione sonora. Specie per chi ha necessità di un monitoraggio costante, avere un pulsossimetro attivo anche di notte e che segnala eventuali anomalie può fare realmente la differenza.

Un cavo USB è indispensabile per quei modelli con batteria a litio integrata. Si collega in questo modo alla presa su PC, consentendo magari di salvare e archiviare i dati e le letture precedenti. Non mancano poi le APP dedicate, così da collegare e comunicare via Wi-Fi o Bluetooth e creare uno storico. In questi modelli di fatto lo schermo dello smartphone diventa un secondo display su cui vengono riportati grafici del battito cardiaco, livello di ossigenazione del sangue e frequenza cardiaca.

Un laccetto da dito, collegabile direttamente al pulsossimetro, conclude la nostra panoramica sugli accessori che non possono mancare a questo dispositivo.

Compatto ed essenziale, questo strumento si sta rivelando uno tra i tanti supporti medici di controllo da avere in casa, per ogni evenienza. In più la tecnologia sta andando sempre più verso una stretta connessione tra sistemi di misurazione di parametri biomedici e software collegati o APP ad hoc. L’obiettivo è quello di avere un controllo costante e preciso di alcuni parametri vitali, senza ricorrere a supporti troppo invasivi.

D’altronde la salute non è un optional e scegliere il miglior pulsossimetro consente di stare tranquilli, facendo così affidamento su un dispositivo che restituisce dati reali sensibili in tempo reale, con la possibilità di salvare e raccogliere nel tempo tanti parametri.

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Tipologia
8
Tecnologia
8
Impostazioni
7.5
Interfaccia
8
Accessori
8
PRO:
  • Dimensioni contenute e praticità d’uso
  • Pratica custodia morbida inclusa nella confezione
  • Versatilità dei dati raccolti durante ogni misurazione
  • Display orientabile in 3 direzioni
CONTRO:
  • Manca un collegamento WiFi per condividere i dati su Pc
  • Da migliorare la tenuta dello sportellino delle batterie

Quali sono I Migliori Pulsossimetri del 2020?

La tabella dei Migliori Pulsossimetri selezionati da Tuttomigliore.it

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